Seleziona una pagina
Politica

Per evitare una Catalogna in Italia, Assemblea Costituente subito!

Ottobre 1, 2017

La drammatica situazione catalana parla anche all’Italia. È impossibile infatti ignorare che nel nostro paese si stia verificando una rinascita di nazionalismi fra di loro in competizione: da una parte un rinato nazionalismo italiano, dall’altro nazionalismi regionali sempre più aggressivi. Un fenomeno che non può portare a niente di buono. Non solo perché rende incombente lo spettro di un esito yugoslavo, con tutto quello che ne consegue. Ma soprattutto perché nello scontro fra opposti nazionalismi gli unici a guadagnarci sono i potenti, i cui privilegi scompaiono nella guerra fra bandiere nazionali.

L’Italia non è molto lontana dal punto di non ritorno a cui si sta affacciando la Spagna. Le crescenti richieste di autonomia locale non vanno interpretate né come espressioni di egoismo sociale, né come tendenze necessariamente disgregatrici. Indicano, al contrario, una genuina richiesta di maggiore controllo sul potere pubblico, anche in reazione alla globalizzazione dei mercati. Si tratta di richieste positive, espressione di un sentimento autenticamente popolare. Sono richieste però che – se lasciate in mano alle oligarchie locali e nazionali – non possono che alimentare la lotta fra nazionalismi regionali e nazionali.

La situazione catalana può essere evitata in Italia solo da un profondo ripensamento dei rapporti fra centro e territori. Un profondo ripensamento che potrà venire solo dalla convocazione di un’Assemblea Costituente, composta da cittadini eletti col mandato di riscrivere completamente il Titolo V della Costituzione Italiana – ivi compreso quell’articolo 116 che regola gli anacronistici privilegi delle Regioni a statuto speciale.

Un’Assemblea Costituente che ridisegni la mappa d’Italia, ridando voce e potere a quelle comunità locali oggi schiacciate fra uno Stato centralista e delle Regioni altrettanto centraliste. Un’Assemblea Costituente per fondare una nuova patria: aperta, plurale ed inclusiva.

Articoli Correlati

Il futuro del lavoro è un ritorno all’Ottocento

Il futuro del lavoro è un ritorno all’Ottocento

Articolo pubblicato nel primo numero della rivista di Senso Comune ‘Il Ritorno della Politica’ La relazione di lavoro deve assomigliare a una qualunque relazione di mercato: lo pretende l’ortodossia neoliberale, secondo cui l’incontro di domanda e offerta di lavoro...

Il turismo è un problema? Ignoriamolo!

Il turismo è un problema? Ignoriamolo!

La morsa di crisi economica e pandemica sta strangolando il turismo, settore da cui deriva il 13% del nostro PIL. D'altra parte, nei mesi in cui il virus imperversava, l’imposizione del lockdown in molte delle nostre città è stata per così dire facilitata non tanto...

Toscana: l’apocalisse del lavoro

Toscana: l’apocalisse del lavoro

Il recente Rapporto dell’Ires Cgil Toscana sugli scenari regionali sintetizza la profondità della faglia che si è aperta con una terminologia biblica: non è affatto una suggestiva esagerazione. La Toscana mostrava già nella fase preCovid un rallentamento della...