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Quello che gli anti-vaccinisti non dicono (1) - Senso Comune
Cultura | Politica

Quello che gli anti-vaccinisti non dicono (1)

21 Luglio 2017

Gli antivaccinisti dicono che le case farmaceutiche spingono per vendere i vaccini e fare i soldi. VERO.

La Glaxo Smith Kline e la Pfizer, allo stato attuale, guadagnano miliardi di dollari dalla vendita dei vaccini. Solo con il Prevenar – il vaccino contro lo Pneumococco – hanno intascato circa sei miliardi di dollari nel 2015.

Ma allora cos’è che gli antivaccinisti non dicono?

Non dicono, per esempio, che l’India sta portando avanti una battaglia per evitare di concedere il brevetto e quindi il monopolio assoluto su molti farmaci. Ci sono diverse case farmaceutiche indiane che producono generici a basso costo, tra cui anche il vaccino contro lo Pneumococco. Ma gli antivaccinisti non dicono che la vaccinazione a basso costo è possibile, anzi, che la vaccinazione a basso costo è già realtà.

Quindi? Come stanno veramente le cose?

Le case farmaceutiche ci guadagnano in ogni caso. Nel caso di estese campagne vaccinali il guadagno è diretto ed evidente: la casa farmaceutica guadagna vendendo le dosi di vaccino. Nel caso, invece,  in cui la copertura vaccinale non fosse obbligatoria, e si dovesse far fronte a casi di malattia conclamata, il guadagno sarebbe indiretto, meno evidente ma di molto superiore: sui farmaci da banco (antipiretici, antinfiammatori e preparati omeopatici) la percentuale di profitto è nettamente maggiore, perché nella gran parte dei casi si tratta di farmaci noti da tempo, per cui le spese di ricerca sono già state ampiamente ammortizzate e quelle della pubblicità non sono più necessarie. Questo nell’eventualità di una gestione a domicilio del piccolo malato.

Le eventuali ospedalizzazioni, anche di breve durata, richiederebbero invece la somministrazione di tanti più farmaci (per esempio: sacche di soluzione fisiologica, cortisonici, antipiretici endovena, antivirali, antibiotici, sacche per l’alimentazione parenterale…) e l’uso di specifici presidi (cateteri venosi, deflussori, sondini nasogastrici, siringhe, cerotti, garze…). Tradotto: i soldi che finiscono nelle tasche di Big Pharma si moltiplicano, e loro cascano sempre in piedi.

Quali sono le possibili soluzioni?

L’India, a nostro parere, ci ha visto giusto: l’idea vincente potrebbe essere quella di produrre vaccini generici, a basso costo, ma proponendo una normativa severissima che imponga standard di sicurezza molto elevati su componenti ed eccipienti.

E voi, che ne pensate?

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